Se in passato personalità degli ambienti culturali contribuivano più o meno fattivamente con il loro impegno etico e morale nella politica, costoro appartenevano in gran parte alla sfera ideologica marxista.
Oggi invece sembra essersi interrotta la continuità generazionale di quest’impegno, alcuni danno la responsabilità al (post) post moderno ove la cultura si ritiene sia priva di un reale centro dominante di potere politico, di comunicazione e di produzione culturale. E’ presente un divario tra l’ intellighenzia e la classe politica che si dimostra indifferente verso di essa.
Attualmente sono presenti due tipi di “valorizzatori culturali”:
Il primo è rappresentato dall’artista televisivo/cinematografico presentato come figura di riferimento nel mondo mediatico, attraverso i media interfaccia direttamente il pubblico ponendosi quale antagonista del potere, ma loro stessi sono un potere. Pensiamo a Beppe Grillo con la sua aggressività generalizzata che ironizza su tutti meno che su se stesso. Costoro sono diventati dei “mètre à penser” di tutti gli aspetti della vita.
Il secondo tipo definito da taluni in senso dispregiativo è lo “spin doctor” ,
cioè la persona incaricata di presentare le scelte di un partito politico sotto una luce favorevole, costui sa gestire la realtà e manipolarla come informazione da divulgare nella giusta direzione verso l’opinione pubblica.
Anche se parte della popolazione è anestetizzata da una Tv imbarbarita, incivile e volgare. Un' altra parte ha un’enorme sete di sapere e di partecipazione, è qui ove intellighenzia può svolgere il suo ruolo fattivo, ed essere ascoltata. Quindi nella nostra società è senz’altro presente un movimento di opposizione al “cretinismo televisivo”.
Purtroppo la mancanza di una vera “intellighenzia” in politica fa sì per dirla con una frase di Norberto Bobbio, che se si sa benissimo come la società italiana dev’essere, non si sa però com’è. Oggigiorno un pensiero mediocre della sinistra sembra prevalere, esso rappresenta l’elettore di destra come uno che puzza, non sa parlare, ed è volgare, se questo pensiero mediocre soddisfa e mette pace ai sinistrorsi, di certo non attrae dalla sua parte il destrorso.
Compito allora dell’ intellighenzia è di porsi mediatore nei riguardi del mondo civile, essere costruttore di una critica indipendente ma costruttiva e responsabile, di assumere la difesa dei valori universali, contro l’irrazionalità, contro i fanatismi, e di accettare proposte senza la remora del colore politico.