Giustizia ! Risposta sbagliata dalla politica.
Recentemente il presidente del Consiglio ha detto: “In Italia la sovranità è oggi passata dal Parlamento al partito dei giudici”. E’ reale questo
rischio ? Quest’affermazione rappresenta un rovesciamento della realtà. Nessuna delle grandi scelte di governo si è mai scontrata con la “opposizione” della Corte Costituzionale. Che poi i giudici vadano assumendo un ruolo ampio è certamente vero, esso però non è il problema specifico di una riforma della giustizia. Il presidente del Consiglio certo si riferiva alle sentenze dell’alta Corte che hanno annullato due leggi che sancivano una temporanea immunità per le “alte Cariche”, queste erano in verità due tentativi maldestri per creare uno scudo a singole situazioni, derogando così all’ordinario corso della giustizia. La Corte non ha mai operato in posizione antagonista rispetto al Parlamento, anzi ha spesso dimostrato deferenza nei confronti del primato dell’organo esecutivo. Nel caso Englaro il Parlamento pretendeva di impedire ai giudici di fare il loro lavoro, quindi l’intervento della Corte è stato corretto. Il presidente della Camera Fini ha ricordato che la sovranità popolare nel nostro ordinamento “si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ciascuno dei due poteri opera secondo una propria logica che deve rispettare, e l’una non può sostituirsi all’altra. In tema di giustizia poi si dovrebbe sempre evitare di equiparare un’indagine ad una imputazione, e questa ad una condanna ancora sub judice e quindi non definitiva. Si vorrebbe abolire l’obbligatorietà dell’azione penale, e dare una discrezionalità all’azione penale della magistratura inquirente. Significherebbe per un pubblico ministero poter agire o no anche in vista di interessi estranei ad una garanzia di legalità (politici, economici, di parte) . A questo punto viene da sé che le garanzie sarebbero facilmente asservite ad interessi politici contingenti. Tutto ciò farebbe venir meno l’indipendenza e l’imparzialità della funzione giudiziaria.
|