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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
L’economia mostra segnali di ripresa, la Cina e l’India si confermano motori trainanti della ripresa mondiale. Il ruolo una volta ricoperto da USA, Germania e Giappone, oggi è svolto da questi colossi. Purtroppo le prospettive occupazionali a breve e medio termine sono tuttora fosche, le vicende Italiane dei lavoratori FIAT di Termini Imerese, e dell’Alcoa in Sardegna, dell’OMSA a Faenza, dimostrano senza ombra di dubbio la realtà vera dell’attuale recessione economica, e probabilmente un’irrealtà sulle statistiche ufficiali relative alla disoccupazione. Per quanto riguarda Il distretto ceramico al termine modenese e reggiano al termine del 2009 presentava una produzione in calo del 30 per cento. L’attuale crisi iniziata degli Stati dove la speculazione finanziaria ha prodotto titoli tossici derivati dai famigerati “mutui subprime”.
Nella trimestrale di Marzo vedremo se il “vizietto” della speculazione borsistica è ancora presente oppure (poco credibile) nei circuiti dell’alta finanza mondiale. Se questo mostro venisse alfine bloccato, e dirottato assieme all’impegno dei governi nazionali sulla qualità nell’economia, sulla qualità della nostra vita, la produzione di nuova ricchezza, raggiungerebbe numeri atti a produrre nuovo boom economico, e questa volta con vantaggio per la gente comune.
Allo stato attuale senza quelle misure definite da taluni ideali e quindi non interessanti per la finanza globale, il declino proseguirà ineluttabile, fomentato dalla progressiva scarsità di fonti energetiche, dal degrado ambientale che produce surriscaldamento del pianeta, da un incremento demografico dalle conseguenze apocalittiche. Questo insieme di fattori un qualcosa di negativo lo ha già prodotto nelle nostre coscienze, un vuoto morale.
(AGI) - Bologna, 27 gen. - "Pur senza averne ricevuto comunicazione alcuna, ne prendo atto e ribadisco l'insussistenza dell'accusa cosi' configurata, ripetendo che il prof. Delbono e' a totale disposizione del pubblico ministero per qualunque chiarimento gli voglia richiedere". Cosi' l'avvocato Paolo Trombetti, legale del sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, ha commentato la nuova iscrizione del suo assistito per il reato di tentata induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorita' giudiziaria nell'ambito del cosiddetto "Cinzia gate". Nello specifico la Procura di Bologna contesta al sindaco presunte pressioni che Delbono avrebbe rivolto alla sua ex compagna-segretaria Cinzia Cracchi (anche lei indagata) poco prima dell'interrogatorio della donna per indurla ad ammorbidire le sue dichiarazioni di fronte ai magistrati inquirenti. Inoltre, secondo quanto detto dalla Cracchi al pm lo stesso Delbono le avrebbe chiesto la restituzione di un bancomat, poi sequestrato dalla Digos, intestato ad un amico del sindaco e dato in uso alla donna per 4 anni. "Voglio pero' osservare - scrive l'avvocato Trombetta in una nota - che questo, ormai, non e' piu' il Cinzia-gate, ma un circo. Continuano e aumentano le fughe di notizie, sempre e solo accusatorie, che trovano ampia eco sui media. E' veramente stupefacente che nonostante il sindaco Delbono abbia svolto in modo compiuto, per quanto e' consentito in fase di indagini preliminari, le proprie difese, proliferino soltanto indiscrezioni e anticipazioni giornalistiche a senso unico". Secondo l'avvocato "in questa fase la corretta ricostruzione di cio' che e' realmente accaduto sembra non contar nulla e non c'e' spazio per il benche' minimo dubbio ma solo per gossip ed ipotesi investigative spacciate dai giornali per inoppugnabili verita'. Il circo mediatico - continua Trombetti - ha gia' pronunciato la sua sentenza di condanna senza appello, basata soltanto su ipotesi di accusa neppure confermate dalla Procura della Repubblica. Peccato che il prof. Delbono abbia diritto come tutti i cittadini alla verifica, se del caso anche processuale e non solo in fase di indagine, di ogni contestazione e che tale verifica sia ancora lontanissima. Sara' bene che tutti ricordino che la colpevolezza puo' essere sancita solo da una sentenza dell'autorita' giudiziaria - conclude il legale del sindaco - e non da capi di imputazione che, per la Procura stessa, rappresentano soltanto ipotesi di lavoro".
Dichiara il vicesindaco Claudio Merighi, che avverte come tra i dossier da chiudere non ci sia solo il bilancio comunale. "Nulla osta a votare il bilancio oggi", ma è in corso il monitoraggio sugli atti improrogabili da approvare prima delle dimissioni, così da chiudere il mandato "con la coscienza serena e lasciare a chi verrà tutto in ordine".
Secondo la normativa vigente, è necessario - per votare a fine marzo evitando il commissariamento - che le dimissioni di Delbono siano formalizzate entro il 24 febbraio. "Ma - avverte il titolare del Viminale - sono da considerare i venti giorni. Dopo quella data nessun decreto legge può consentire di votare il 28 marzo. Ad oggi siamo in presenza di un sindaco nel pieno dei suoi poteri, quindi il problema non si pone. Ogni giorno che passa diventa più complicato e difficile votare il 28 marzo". Una corsa contro il tempo che il Pdl segue con pessimismo, legato secondo il senatore e coordinatore regionale del PdL Filippo Berselli ai "pretesi 'problemi' denunciati da Bersani. Problemi certamente suoi per il rischio di perdere le elezioni".
Desidero ringraziare tutti i componenti di ITALIA ATTIVA per la bella giornata trascorsa in loro compagnia. Ero partita da Bologna solo con l’intenzione di fare un favore a Felice che da tempo mi invitava ad assistere ad una riunione di questo nuovo Partito, a suo avviso diverso dagli altri e così simile al suo pensiero,mi sono detta : perché nò , mal che vada sarà un’altra giornata noiosa, come è stata quella della conferenza sulla sicurezza fatta dall’IDV a Bologna. Inaspettatamente, mi sono trovata insieme a degli amici che, non solo mi hanno ascoltato con cordialità e simpatia, ma nell’esprimere il loro pensiero e principi sulla formazione di questo Partito,mi hanno fatto rivedere quello che sognavo da ragazza (e che ancora è in fondo al mio cuore) un Partito onesto al servizio dei più deboli,
Purtroppo a causa di esperienze negative,sia lavorative che di vita, ho perso ogni sogno e speranza, fino a ritenermi apolitica, molto più facile (ma non per tutti) affidarsi a Dio, almeno Lui non ti delude .Valutando il vostro pensiero di come impostare questo Partito,l’ho paragonato alla mia fede Cristiana,ho notato che i vostri principi di ITALIA ATTIVA sono simili a quelli Evangelici, non sarà (mi sono detta) che è un segno di Dio! che finalmente Vuole spazzare via tutto il marcio che c’è nel governare questo povero mondo ormai in ginocchio a causa di pazzi scatenati che aspirano solo al potere e perché non incominciare proprio da un piccolo Paese come l’ITALIA e magari con ITALIA ATTIVA?
Il vostro Partito non è di destra né di sinistra e secondo me, neanche del centro ma è un "nuovo Partito di mezzo". Sia Gesù che il Budda hanno detto che la verità sta nel mezzo, e se la vostra politica è basata su onestà, trasparenza, rispetto e diritto... bhè, direi proprio che tutto questo è parte della dignità umana, e quindi è "la verità". Ogni uomo ha il diritto di vivere la sua vita, pur breve che sia, con qualità a qualsiasi ceto o razza esso appartenga e non come un numero, quale siamo oggi, in ogni campo sociale.
Il vostro entusiasmo, e le vostre certezze mi hanno fatto vedere con gli occhi stupiti di un bambino che si affaccia alla vita per la prima volta, forte del bene e della purezza di cuore. Quel bambino che è dentro ognuno di noi è uscito alla luce. Se è vero che secondo certe profezie, presto ci sarà una nuova era chiamata "era di Primavera" (vedi il Logo con la rondine) dove regnerà per mille anni pace diritto e amore, mi fa sperare che presto questo Partito, volerà in alto per molti anni a venire, vincendo compromessi e corruzione, annientando la sete del potere. Se la politica, e quindi i partiti, si basano solo su articoli, su decreti, su leggi obsolete e spesso sbagliate, che ITALIA ATTIVA possa diventare un grande Partito, un Partito umanitario, fatto di incontri e confronti e non di scontri, di voce e volontà di popolo, di serietà e compassione per risolvere problemi e carenze degli "ultimi".
Fermi nel Vostro entusiasmo, nella Vostra semplicità ed umiltà, i sani principi e, oserei dire, Sacri principi che fanno di Voi Uomini veri di grande nobiltà d’animo, faranno si che questo Partito sarà ascoltato da molti , seguito da tanti e uniti con gli ultimi. Ringrazio ancora tutti di cuore".
Patrizia
Riporto quest'articolo sul Cavour dal sito: Italia Attiva
Riforme, diritti civili e politici, Costituzioni…queste le richieste avanzate da Camillo Cavour sin dal primo numero (uscito il 15 novembre 1847) di uno dei suoi giornali, Il Risorgimento, da lui fondato e diretto…
E non solo per il Piemonte, già da allora tali richieste venivano avanzate anche per il Regno Borbonico delle Due Sicilie. E’ stato infatti proprio Cavour l’attore principe di quelle drammatiche, complesse ed esaltanti vicende che portarono all’Unità d’Italia. E anche se da molti dimenticato, è stato sempre Camillo Cavour, il vero, nobile padre di questa nostra Patria.
Convinto che il “Risorgimento” non consistesse solo nell’indipendenza della Patria, ma anche nello sviluppo della sua economia, in un regime di interna libertà, e nel miglioramento delle condizioni di vita della sua popolazione, curava il progresso tecnico piemontese, portando il Piemonte all’avanguardia di ogni Stato Italiano e non solo, riuscì a farne uno stato costituzionale allineato ai più progrediti d’Europa, operando nel contempo per realizzare un vasto piano di “redenzione di tutta l’Italia”. Come ebbe a scrivere il Salvatorelli.”…Per il ministro piemontese la libertà e la Costituzione erano sentite come valore intrinseco primario, come qualcosa che valeva di per sé la pena di conquistare e sviluppare…La libera attività politica era per il Cavour il bisogno supremo, come conquista della civiltà…”
Mentre si avvicina il bicentenario della nascita (10 agosto 1810), spiace rilevare che nei confronti di questo protagonista indiscusso del nostro Risorgimento si sia consolidata una specie di generale dimenticanza. Si ha quasi l’impressione che appaia ormai un personaggio fuori moda… Eppure fu un vero genio politico e, come ebbe a scriver W. De La Rive (Le Comte de Cavour. Rècits et souvenirs) “…aveva ciò che costituisce e completa il grande politico: l’ardore riflessivo, l’attività infaticabile, la sagacia, l’opportunità, la conoscenza del suo tempo, la fecondità di risorse, lo spirito libero da ogni pregiudizio, il cuore esente da qualsiasi odio…”
Ed ecco cosa scriveva personalmente l’Uomo del Risorgimento: “…presso un popolo che non possa andare fiero della propria nazionalità, il sentimento della dignità personale non esisterà che eccezionalmente presso alcuni individui privilegiati. Le classi numerose che occupano le posizioni più umili nella sfera sociale, per acquisire la coscienza della propria dignità hanno bisogno di sentirsi grandi dal punto di vista nazionale. Se desideriamo con tanto ardore l’emancipazione dell’Italia, è non solo per vedere la nostra patria gloriosa e potente, ma soprattutto perché possa elevarsi nella scala dell’intelligenza e dello sviluppo morale fino al livello delle nazioni più civilizzate".
E Giuseppe Massari così lo descriveva ne “Il Conte di Cavour”: “ Alla vigilia della guerra…Ciò che ebbe a soffrire il povero conte di Cavour non può essere descritto con adatte parole; solo chi lo ha veduto in quei giorni non più dimenticabili può avere il concetto esatto degli strazii, delle perplessità, dei dubbi che travagliavano la sua grande anima. La diplomazia voleva e dissolveva, negava oggi ciò che aveva affermato ieri, minacciava, blandiva; oggi correva a precipizio, domani si fermava. Un uomo di tempra meno vigorosa di quella del Conte di Cavour ci si sarebbe consumato in brevissimo spazio di tempo, ma egli era forte e sereno; passava, è vero, ore affannose e tormentate di amare dubbiezze, ma poi vinceva ogni prostrazione, ripigliava l’imperio sugli stessi suoi più legittimi risentimenti, ridiventava lui medesimo…il grido
di guerra era ripercosso da tutta l’Italia: Modena, Parma, Piacenza, Reggio, Bologna, Firenze si commuovevano e stendevano le braccia verso il Piemonte, verso il re, verso il grande ministro. Ed il Conte di Cavour pensava a tutti, a tutti mandava una parola di incoraggiamento, tutti stimolava ad accorrere sotto le armi, ad imbandire la spada per la conquista della patria indipendenza” .
Desideriamo citare ancora un pensiero di E. Mann Borgese (Testimonianze Americane sul Risorgimento): “…e tuttavia, chissà per quale motivo, egli (Giuseppe Garibaldi), fra tutti gli uomini del suo tempo, deve apparire quello prescelto e destinato all’immortalità. Io almeno, penso che Cavour sia di gran lunga il più grande dei due; ma forse l’Italia futura adorerà la memoria di Garibaldi e proverà piuttosto un senso di rispetto e di ammirazione per la figura di Cavour”.
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