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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Se ottimisticamente ritengo gran parte di coloro che si occupano della “res publica” persone oneste, almeno una parte sono veri professionisti del “mestiere politico”, essi fanno propri: l’ideologia ed i programmi del partito ove si collocano nel momento, alcuni (intendo sempre parlare dei mestieranti) nel corso degli anni hanno navigato in vari partiti dell’arco costituzionale da destra a sinistra e viceversa, inventandosi ogni volta le motivazioni del loro cambiamento.
come scoprirli ? Un metodo è studiare l’organigramma della provincia di cui sono responsabili, se ci sono molteplici incarichi, ad esempio:
- Presidente provinciale.
- Vice presidente.
- Vice segretario provinciale.
- Responsabile organizzativo.
- Responsabile internet.
- Responsabile dipartimento tematico
- Responsabile degli iscritti
- Responsabile femminile provinciale
questo può diventare indice di “maneggiosità”, in quanto il responsabile provinciale del partito in questione cerca in questo modo di rafforzare il proprio potere, circondandosi di una pletora di “iscritti” legati da un comune interesse, soddisfando nel contempo “l’orgia di potere” di costoro. A parer mio, chi così governa una segreteria provinciale (di un qualsiasi partito ripeto), dimostra un’etica traballante.
Dunque dicevo se l’organigramma risulta particolarmente ampio, con ulteriore esame, verificare se nel loro girovagare furono iscritti al PSI , se si, allora occorre stare in grande allarme.
Per inciso anche nell’IdV possono essere presenti questi personaggi. Alle prossime amministrative l’IdV conquisterà molte “poltrone”, allora verificheremo se “sta questione morale” interesserà anche i Dipietristi.
Se ottimisticamente ritengo gran parte di coloro che si occupano della “res publica” persone oneste, almeno una parte sono veri professionisti del “mestiere politico”, essi fanno propri: l’ideologia ed i programmi del partito ove si collocano nel momento, alcuni (intendo sempre parlare dei mestieranti) nel corso degli anni hanno navigato in vari partiti dell’arco costituzionale da destra a sinistra e viceversa, inventandosi ogni volta le motivazioni del loro cambiamento.
Prima di descriverne i tipi desidero riportare due citazioni risalenti nei dintorni degli anni 90, prima dell’avvento del Berlusconismo e di “Mani pulite”. non ricordo in quale romanzo il protagonista afferma che è necessario che tutto cambi affinché nulla cambi, forse nel Gattopardo.
Disse Ettore Gallo già presidente della Corte Costituzionale: “Collocare il pubblico ministero alle dipendenze del governo significa dare all’esecutivo uno strumento per regolare, all’interno dell’ordine giudiziario, le cose della giustizia.”
Disse Sergio Romano: “La mafia, la camorra, e la ‘ndrangheta non sono nemici esterni. Sono le necessarie conseguenze di un sistema politico che baratta voti contro favori, appalti, impunità e autonomie corporative, di uno Stato dei partiti che, pur di sopravvivere, si è bendato gli occhi e turato le orecchie.” Oggi c’è stata un' evoluzione nel senso che il malaffare politico è diffuso in buona parte del territorio nazionale raggiungendo un punto di alta sofisticazione .
Descrivo una breve tipologia dei politici nostrani:
- Politico grande leader (Sommo politico con carisma es. Alcide De Gasperi)
- Politico leader carismatico attivo (Antonio Di Pietro- Umberto Bossi - Silvio Berlusconi)
- Politico leader carismatico passivo (portatore di grandi valori morali ma cieco su quanto accade intorno)
- Politico mediatore sommo (Gianni Letta)
- Politico referente economico
- Politico referente di propri interessi (tutti)
- Politico referente d’interessi altrui (a Fra’ che te serve)
- Politico corrotto e corruttore (tanti purtroppo)
- Politico ingenuo ( esiste veramente)
- Politico incorruttibile (mosca bianca)
- Politico ideologico sino alla morte politica di se e del governo di cui fa parte
- Politico (Onorevole, Ministro, Assessore) eternauta
Cari lettori, scriverò in seguito più ampiamente dei problemi morali ed etici legati alla politica, sia per la loro complessità che l'aspetto strettamente personale della "persona politicante".
La questione morale che attualmente sta investendo il Partito Democratico, ad alcuni pare frutto di un più vasto disegno strategico, quello di colpire ora il malaffare di sinistra per poi attaccare Berlusconi sul caso Mills senza essere tacciati di faziosità e quant'altro.
La legge detta “Lodo Alfano”, una norma "blocca processi" per le più alte cariche dello Stato, voluta da Berlusconi per preservarsi da quello che chiama “fumo persecutionis” della magistratura, corre il rischio serio d'essere dichiarata incostituzionale dall'alta Corte. Oltre allo spettro del referendum che aleggia su di essa.
Quindi prossimamente c'è da aspettarsi una bordata della magistratura su Berlusconi.
Perché l'UDC alle recenti elezioni abruzzesi non ha sfondato al centro, invece l'Italia dei Valori si ?
Semplice l'UDC è un partito la cui base è legata ad un modo di gestire la politica cui Salvatore Cuffaro detto Totò rappresenta il politicante tipico.
Francesco Rutelli sogna.... sogna un progetto politico per il Partito Democratico tale da far tornare l'IdV al 3-4%.
Antonio Di Pietro è sensibile all'umore della società civile. La sua linea politica fa si che “raccatta tutto” (da catch-all termine informatico) il malumore proveniente sia dalla cultura cattolica che da quella laica, e quella della sinistra radicale. Egli rappresenta ogni giorno di più il popolo italiano e non perché sta “erodendo” il consenso del Partito Democratico, come si affrettano a sostenere alcuni alti dirigenti del Pd (parole di AdP).
Questa capacità coagulante gli ha permesso il grande balzo in Abruzzo, raggiungendo un risultato elettorale del 15,1%.
Prima di qualsiasi commento sull'esito delle elezioni regionali in Abruzzo, l'agenzia ANSA riporta la notizia del fermo del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonsi del Partito Democratico. Al sindaco di Pescara sono contestati circa 30 capi d'imputazione dalla corruzione in rapporti con imprenditori per lavori pubblici e accordi programma.
Gianni Chiodi, del Pdl, e' stato eletto presidente della Regione Abruzzo con il 48,81% dei voti. L'avversario di centrosinistra, Carlo Costantini, dell'IdV, ha ottenuto il 42,67%, circa il 6% in meno. Chiodi era supportato dalle liste Movimento per l'Autonomia, Liberalsocialisti, Pdl e Rialzati Abruzzo. Costantini era invece sostenuto da Pd, IdV, Prc, La Sinistra, Pdc, Ps e Democratici per l'Abruzzo. Gli altri candidati erano Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) che ha ottenuto il 5,38%, Teodoro Buontempo (La destra), 1,9, Ilaria Del Biondo (Partito Comunista dei Lavoratori), 0,76 e Angelo Di Prospero (Per il bene comune), con lo 0,46%.
Il voto e' stato caratterizzato da un elevato assenteismo: ha votato il 53 per cento degli aventi diritto, 1.208.976 in tutto, con un calo di 16 punti percentuali rispetto alle regionali del 2005 e di 28 sulle ultime politiche (81%).
Il voto è giunto dopo due anni e mezzo di legislatura per lo scioglimento del Consiglio regionale determinato dagli arresti, il 14 luglio, del presidente della Regione Ottaviano del Turco (Pd), di due assessori e un consigliere regionali (tutti Pd), di dirigenti e imprenditori per presunte tangenti nella sanità.
Ora che il quadro è chiaro per il lettore,Analizzando il voto degli Abruzzesi risulta evidente come la "questione morale" abbia provocato il tracollo del Partito Democratico, ed un successo per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, che dichiara: ''L'Idv ha quintuplicato i suoi voti (15% circa) "
Walter Veltroni oltre a prendere di petto il grave problema della moralizzazione della vita pubblica per chi nel suo partito, governa nelle istituzioni, dovrà valutare se la sua leadership è compatibile con le ambizioni di crescita elettorale del Partito Democratico, Il rinnovamento tanto sbandierato deve partire anche dallo svecchiamento dei vertici.
L'Italia dei Valori forte del successo conseguito, in vista delle prossime amministrative del 2009, cambierà completamente approccio con il Partito Democratico. Soprattutto nell'imporre alcuni punti del suo programma da sempre indigesti a tutti i partiti parlamentari.
Il presidente Napolitano con il suo appello a non toccare i principi fondamentali della costituzione, riferendosi alla giustizia, ha sancito un'altra vittoria di Antonio Di Pietro. Per Berlusconi l'ex magistrato di “Mani Pulite” è oramai un vero incubo.
Con la scomparsa della sinistra radicale dal parlamento il partito dell'Italia dei Valori grazie al nostro “contadinaccio” ha coagulato intorno a se l'Italia che si oppone al Berlusconismo.
Antonio Di Pietro non è un marxista, forse un populista (di questi tempi è ciò che ci vuole), Il suo partito è d'ispirazione liberale, ma attento ai problemi della gente, più vicino alla Lega Nord di quanto lo sia il PDL con le sue due anime (FI e AN).
Dicono che abbia un caratteraccio, ben venga l'italia ha bisogno di Lui, senza si vivrebbe in un Italia ove chi consegue un diploma d'infermiere legalmente.... verrebbe condannato al carcere duro.
In Abruzzo è candidato un suo uomo: Carlo Costantini., la partita è dura per il centro sinistra, il partito di Tonino se riesce ad attestarsi intorno al 10% può tranquillamente felicitarsi di un'altra vittoria per il suo partito.
Il sospetto sulla corsa del Premier Silvio Berlusconi verso la riforma della Giustizia, è a parer mio legata ai suoi problemi giudiziari, cioè un'eventuale sentenza della corte costituzionale avversa alla legge sul “lodo Alfano”, che insieme al referendum per l'abrogazione di tale legge, renderanno critica la posizione politica di Berlusconi, quindi per parare il colpo e salvarsi dal “Processo Mills” l'occasione ghiotta è quella di riformare la giustizia modificando la costituzione.
Se come si ipotizza la prima modifica riguarderà i poteri del Pubblico Ministero e l'obbligatorietà dell'azione penale, il gioco è fatto, quindi Berlusconi sfugge di nuovo al processo per corruzione.
Il gioco di Berlusconi è oramai noto rendere legale ciò che legale non è, andare avanti nella riforma senza condividerla con l'opposizione, in quanto da quelle parti c'è quel “cagnaccio” di Antonio Di Pietro, che ha già capito tutto e non “abbocca”.
Poi verrà un bell'intervento in tema di intercettazioni, e un metodo brillante per velocizzare i processi, passare da prescrizioni brevi a quelle brevissime.
Come già scritto tutto questo fa viaggiare la nostra democrazia sempre più verso i suoi bordi.
Questione morale, ne parlava a suo tempo Ugo La Malfa, la questione morale è trasversale ai partiti presenti in parlamento e non. Ora dopo la guerra delle procure tra Salerno e Catanzaro, si parla ampiamente di riforma della giustizia, tutto è partito dall'ex pm locale Luigi De Magistris, come saprete ora trasferito a fare il giudice del tribunale del riesame qui a Napoli, le inchieste Poseidone e Why Not sono state le cause scatenanti, s'intravede dietro tutto questo un altro pericolo d'inciucio, con lo scopo ultimo di controllare le attività dei Pubblici Ministeri, Antonio Di Pietro profondo conoscitore della macchina della giustizia, e di tutti i suoi risvolti ed implicazioni con la politica intravede chiaramente il pericolo per una giustizia che rischia la sua indipendenza, diventando un mero strumento d'interessi politici, affaristici e malavitosi.
La separazione dei tre poteri dello stato, principio fondante della democrazia è in pericolo gravissimo, l' Argentina di Videla è dietro l'angolo.
Con la discesa in campo di Uris Cantarelli ex amministratore di AGAC, il Partito Democratico Reggiano paga il suo peccato originale, cioè aver deciso nel “chiuso del palazzo” di riconfermare Graziano Del Rio a candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative del 2009.
Il P.D. nel non aver intrapreso la via democratica delle primarie, che avrebbero dato forza indiscutibile al vincitore, e quindi evitate le attuali “sgomitate sinistre” di altri pretendenti, si trova ora a dover risolvere una conflittualità interna di complessa soluzione.
In questo contesto dobbiamo ancora una volta evidenziare la debolezza tutta politica di Giulio Fantuzzi, che altro non propone se non una linea conservatrice per il partito, e per le alleanze.
I piccoli partiti alleati nel centro sinistra tacciono, alcuni di questi “nani giganti” provano a fare la voce grossa, minacciando di correre da soli, sono solo chiacchiere, nessuno di loro in verità ha il coraggio di compiere un “atto di forza”, il miraggio di una poltrona d’assessore, li immobilizza tutti.
Alcuni giornali scrivono che un eventuale ballottaggio equivarrebbe ad una sconfitta, per me è un pensare da mentecatti, chi in un modo od in un altro prende la poltrona di sindaco, è un vincitore.
Mentre la nostra “casta locale” è tutta presa da queste questioni, la Caritas diocesana si affolla sempre più di pensionati e disoccupati per un pasto caldo e un giaciglio per la notte.
Tutto questo appartiene ancora alla democrazia, una democrazia vicina ai suoi bordi a parer mio.
Per quanto attiene all’inchiesta “Why not”, secondo la Procura di Salerno essa sarebbe stata avocata a Luigi De Magistris in maniera illegale. Per gli inquirenti, inoltre, sarebbe stata dovuta l’attivita’ investigativa nei confronti dell’ex ministro Clemente Mastella, la cui posizione fu in seguito archiviata dal pool subentrato al pm napoletano. I magistrati campani scrivono infatti nel decreto di perquisizione e sequestro la cui esecuzione e’ in corso da stamane, come sia “emerso che corretta e doverosa era l’indagine del dott. De Magistris nei confronti dell’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella e che l’avocazione del fascicolo ha impedito la prosecuzione della stessa anche nei confronti di Mastella”.
I magistrati di Salerno scrivono, nel provvedimento destinato agli indagati, di una “patologica attivita’ di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, ed il ministro della Giustizia Mastella”.
Sempre relativamente a Why not, i magistrati considerano illegale la revoca dell’incarico al consulente tecnico d’ufficio Gioacchino Genchi, inizialmente nominato da De Magistris. Rispetto a cio’ il concorso in abuso d’ufficio, il favoreggiamento ed il falso ideologico sono contestati all’avvocato generale facente funzioni di procuratore generale Dolcino Favi, all’allora procuratore capo Mariano Lombardi, ed all’aggiunto Salvatore Murone. Riguarda invece la vicenda dei tabulati telefonici acquisiti da De Magistris nell’ambito delle indagini un ulteriore capo d’imputazione contestato dalla Procura di Salerno. Il pool campano, infatti, contesta al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, a Favi, ai sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo i reati di concorso in abuso d’ufficio, favoreggiamento e falso ideologico, con riferimento alle deleghe conferite al Ros dei carabinieri di Roma per l’analisi dei tabulati, in quanto “si prospettavano falsamente illegittimita’ ed illiceita’ che sarebbero state commesse dal pm dott. De Magistris, anche con strumentali segnalazioni disciplinari nei confronti di quest’ultimo”. Secondo gli inquirenti, invece, “non e’ emersa alcuna irregolarita’ di De Magistris”.
Il caso De Magistris è tipico di quei luoghi della nostra Italia dove l’intreccio affaristico, giudiziario e politico è molto saldo. Probabilmente il Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro (ex) . è rimasto isolato mentre procedeva nella sua inchiesta denominata WHY NOT. Errore mortale, forse altro non poteva fare. Ricordo che a Milano il Pool di “Mani pulite” ha potuto indagare in quanto Francesco Saverio Borrelli, allora procuratore capo a Milano, appoggiava l’indagine. Combattere questi intrecci politici economici e giudiziari è quanto mai complesso, occorre sempre muoversi in forze e coalizzarsi, altrimenti si fa la fine di De Magistris.
Quanto successo colpisce l’attenzione dei Media, quindi è ampiamente pubblicizzato. Quando trattasi invece di piccoli anzi piccolissimi “Fantozzi” nulla si sa. questi vengono macinati, tramite morti bianche, morti politiche.
Ieri (2.12.08) in televisione si e' visto un Berlusconi in palese difficolta', nervoso, aggressivo ed insultante, al punto di scagliarsi contro due quotidiani nazionali: LA STAMPA ed IL CORRIERE DELLA SERA, non certo bolscevichi !
Il Premier una stampa non allineata come i suoi peones in parlamento non riesce a digerirla, alle domande dei giornalisti ha fatto dello scarica barile verso il ministro Giulio Tremonti. Berlusconi affermava che l'aumento dell'IVA dal 10% al 20% per SKY TV altro non e' stato che un adeguamento alla normative UE, trattasi di un trucco Berlusconiano. A fronte di una richiesta effettuata a sua tempo da Mediaset, l'UE per tutelare la libera informazione (sic!), indico' tra i parametri da adottare il livellamento della tassazione, per evitare privilegi per qualcuno, a discapito di altri.
Domandina: Perche' SKY ha goduto per ben 13 anni di una aliquota agevolata ?
Tutti d'accordo comunque che volente o nolente il conflitto d'interessi di Berlusconi nel caso specifico si dispiega in tutto il suo maligno splendore.
La questione comica invero che si evidenzia riguarda il fatto che l'IVA non e' stata unificata verso il basso ma verso l'alto, cosi' il Murdoch va in sicura difficolta', e pure i suoi utenti, cosa che non sarebbe successa se l'IVA fosse stata unificata verso il basso.
Berlusconi non e' sempre stato il portabandiera dell'abbassamento delle tasse ? Quei grulli che votarono per il centro destra sono avvisati !
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